Da un articolo su www.startmag.it:

”Nel luglio del 2019, The Intercept riferì che Kamala Harris – all’epoca candidata alle primarie del Partito Democratico – avesse ricevuto migliaia di dollari in quei mesi da alti esponenti di grandi aziende del settore, come Endo Pharmaceuticals, Global Blood Therapeutics, Pfizer e Vertex Pharmaceuticals. Furono donazioni che misero parzialmente in imbarazzo la senatrice (soprattutto agli occhi dei sostenitori di Bernie Sanders): non a caso, la Harris era partita sostenendo la proposta sandersiana di un sistema sanitario universale, ma – nel corso delle primarie – cambiò linea, annacquando non poco la sua posizione originaria. Questa è anche una delle ragioni per cui i settori politici più vicini al senatore del Vermont non hanno mai nutrito troppa simpatia per la vicepresidentessa in pectore. E questo potrebbe rivelarsi un problema per un’amministrazione Biden.”

Per leggere l’articolo integrale: https://www.startmag.it/mondo/silicon-valley-big-pharma-banchieri-e-top-manager-chi-e-perche-ha-appoggiato-biden-e-harris/

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