Secondo recenti studi, alcuni farmaci antimalarici si sono rivelati utili per il trattamento del nuovo coronavirus SARS-CoV-2. Tra di essi, troviamo i principi attivi della clorochina (CQ) e idrossiclorochina (HCQ), farmaci utilizzati per il trattamento di malattie reumatiche autoimmuni già da quasi 80 anni.

La potenzialità antivirale degli antimalarici è conosciuta da più di 10 anni. La clorochina è in grado di fermare la replicazione virale in linee cellulari e la concentrazione efficace è quella che si raggiunge nei pazienti che assumono dosi da 500 mg/giorno.

In un caso- studio, il trattamento con idrossiclorochina ha portato dopo soli 6 giorni a negatività per RNA virale del campione nasofaringeo nel 70% dei pazienti, e la percentuale è salita al 100% per i pazienti trattati con idrossiclorochina e azitromicina rispetto al 12,5% dei pazienti che non hanno ricevuto idrossiclorochina.

In assenza di controindicazioni, CQ e HCQ potrebbero essere candidate ideali per una profilassi per soggetti sani in regioni a rischio o per persone positive ma asintomatiche essendo terapie economiche e sicure?

Univadis – Cristina Ferrario

Fonte: Univadis

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