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Queste le parole di Gianluigi Paragone

“Depositerò un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’Economia e del Lavoro: i 5 deputati e circa 2000 amministratori locali non possono restare nell’anonimato”. Con queste parole Gianluigi Paragone, leader di #Italexit, denuncia i #Parlamentari rimasti nell’ombra che hanno usufruito del #BonusIva. In questo momento delicato per l’economia italiana gli uffici non fanno nomi e l’#INPS non lascia trapelare ulteriori dettagli.


Vogliamo sapere come spendiamo i soldi pubblici. Vogliamo sapere, attraverso l’INPS, i nomi di questi cinque deputati. Il solo fatto che un parlamentare si sia permesso di richiedere un bonus è da me ritenuto inopportuno. Questi signori quando vanno in giro fanno i belli e ci tengono a farsi chiamare Onorevoli.


“Questa è una fase emergenziale e lo #Stato deve fare questo atto. Perciò non contesto il bonus, contesto che tu, Parlamentare, che hai preso lo stipendio nei mesi di #lockdown, ti sia sognato di presentare la domanda per il Bonus Iva. Basta con questa storia della privacy con i soldi pubblici. Devono dire i nomi. Visto che #DiMaio fa il censore deve dire a Pasquale #Tridico di dare i nomi, visto che lo ha messo lui e si scandalizza per i soldi pubblici buttati nel cesso”

Il fatto che si mantenga l’ombra su tutti i Parlamentari che hanno fatto la richiesta, sembra quasi un comportamento AntiCasta e per creare sfiducia nei confronti dei Parlamentari.


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